Capita più spesso di quanto si pensi. Un paziente va da un dentista e riceve una proposta di cura. Poi chiede un secondo parere… e scopre che il piano di cura è diverso.

A quel punto nasce il dubbio: “ma allora chi ha ragione?”

E’ una domanda che spesso mi viene posta dai pazienti e mi sento in dovere di dare alcune spiegazioni.

Mi permetto di farlo perché sono un dentista. Mi chiamo Jacopo Pellegrini, sono il titolare di Clinica Pellegrini SRL a Valdobbiadene, ho alcuni perfezionamenti universitari e un master universitario in implantologia, seguo personalmente la totalità delle visite più complesse nella mia struttura e solo l’anno scorso abbiamo visto più di 2300 pazienti. Ovviamente incontrando così persone e tanti casi è ovvio che si viene spesso a contatto con i dubbi dei pazienti e con le loro titubanze.

Ma allora tra i due dentisti chi ha ragione?

La riposta è che molto spesso nessuno dei due ha torto, anzi ti dirò di più non è per nulla una questione di ragione o torto. La medicina non è matematica dove per ogni operazione c’è solo un risultato giusto.

In odontoiatria esistono più strade possibili per affrontare lo stesso problema. Ciò avviene soprattutto nei lavori più complessi ed estesi. Allora perché possono esserci più soluzioni senza che nessuna sia di per sé sbagliata?

Dipende da alcuni fattori. Ora ti elencherò i principali e mi farebbe piacere analizzarli con te.

1) FORMAZIONE ED ESPERIENZA DEL DENTISTA

Ogni dentista ha un percorso diverso. C’è chi ha grande esperienza nel salvare denti molto compromessi. Chi si occupa soprattutto di implantologia. Chi segue molto la protesi o le riabilitazioni complesse. Chi preferisce la protesi mobile e non è un chirurgo esperto. Questo influisce su come viene valutato un caso.

Una cosa il professionista non deve assolutamente fare: dire al paziente che alcune cose non si possono ottenere quando in realtà è un proprio limite e qualche altro professionista è in grado di farlo.

Una cosa, a mio parere, e solo a mio modesto parere, è ragionevole fare oggi che la medicina evolve velocemente: circondarsi di professionisti esperti in campi differenti per poter integrare i propri limiti. Ciò permette di focalizzarsi su alcune branche e diventare sempre più aggiornati in un campo preciso. Per me è stato utilissimo dedicarmi sempre di più ai casi complesse chirurgici e protesici e poter confidare sui miei bravi collaboratori per offrire un servizio completo a tutti i pazienti nelle varie materie.

2) APPROCCIO TERAPEUTICO

In alcune situazioni si può scegliere un approccio molto conservativo. In altre si può preferire una soluzione più definitiva e stabile nel tempo. Entrambe le opzioni possono avere basi scientifiche.

Ogni terapia deve avere un supporto dagli studi scientifici e una logica. Posto questa cosa si dovrà valutare il punto 3.

3) COMFORT E QUALITA’ DELLA VITA

Alcune terapie richiedono più tempo, più sedute o trattamenti complessi. Altre possono essere più rapide o più prevedibili nel lungo periodo. Anche questo entra nel ragionamento clinico.

La domanda giusta quindi non è:“Chi dei due dentisti ha ragione?”

La domanda giusta è: “Quale piano di cura offre la miglior qualità di vita nel tempo?”

In Clinica Pellegrini cerchiamo sempre di basare le nostre decisioni su tre elementi:

– evidenze scientifiche presenti in letteratura

– esperienza clinica maturata negli anni (risolvendo casi simili e non per sentito dire da altri)

– beneficio reale per il paziente nel lungo periodo

Per questo motivo alcune opzioni possibili a volte non le proponiamo. Non perché siano necessariamente sbagliate. Perché negli studi e nella nostra esperienza non sono quelle che garantiscono la maggiore sicurezza e stabilità negli anni.

I compromessi sembrano belli all’inizio: meno tempo, meno soldi, magari sono meno invasivi… poi però ci si trova spesso con situazioni più complesse da risolvere dopo, interventi più invasivi, e a conti fatti più sold spesi.

Importantissima è anche la valutazione estetica a cui noi diamo una notevole importanza. Studiare adeguatamente un caso, ascoltare le esigenze del paziente, proporre la soluzione più idonea che non è sempre uguale per tutti, sono passaggi fondamentali. In alcuni casi uno sbiancamento può essere la soluzione più idonea, in altri le faccette, in altri ancora potremmo avere dei denti da ricostruire per ottenere gli spazi idonei. Anche lo studio dell’andamento della gengiva interviene nel risultato estetico in quei pazienti che hanno un sorriso ampio dove mostrano l’intero dente.

La scelta migliore nasce sempre da un ragionamento clinico chiaro e condiviso con il paziente. La visita è un confronto ragionato e necessita del tempo e degli esami idonei.

L’obiettivo non è semplicemente curare uno o più denti, è permettere a una persona di tornare a vivere bene con la propria bocca.

Così spesso non cerchio la soluzione più semplice. Cerco quella che negli anni sarà ancora la scelta giusta.

Spero l’articolo ti sia stato utile e ti consiglio di affidarti a un dentista competente per la tua problematica e che possa offrirti le soluzioni più idonee.

 

Jacopo Pellegrini

Direttore Sanitario Dr. Jacopo Pellegrini, iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Treviso nr.1133. Informazione sanitaria ai sensi delle leggi 248/2006 e 103/2023