L’estate è ancora alle porte, ma la pelle inizia già a fare i conti con il sole ben prima che arrivi luglio. Prepararsi correttamente alla bella stagione non è un lusso, ma una necessità medica: i danni da esposizione solare sono cumulativi e partono già con i primi raggi primaverili.
Iniziare in primavera, non ad agosto
Molti commettono l’errore di pensare alla protezione solare solo in spiaggia. In realtà, secondo gli esperti, la preparazione cutanea va avviata in primavera, quando l’intensità UV è già sufficiente a incidere sulla salute della pelle. Dopo i mesi invernali, la pelle risulta spenta, disidratata e ricca di cellule morte che ne ostacolano il rinnovamento. Una routine efficace comprende quattro passi fondamentali: esfoliazione delicata per rimuovere le cellule morte, idratazione con creme dalla texture leggera, apporto di antiossidanti tramite alimentazione e cosmetici, e — soprattutto — applicazione quotidiana della protezione solare.
Anche nelle giornate nuvolose o per una semplice passeggiata in città, i raggi UV sono presenti e possono causare macchie, fotoinvecchiamento e sensibilizzazione cutanea, specie se si utilizzano attivi come vitamina C, acidi o retinoidi.
Cosa significa SPF e come sceglierlo
L’SPF (Sun Protection Factor) è il parametro numerico che indica il grado di filtraggio dei raggi solari garantito da un prodotto: la scala va da SPF 6 fino a SPF 50+, che blocca circa il 98% dei raggi UVB. Per fare un confronto pratico: una crema SPF 30 filtra circa il 97% degli UVB, mentre l’SPF 50 sale al 98% — una differenza piccola in percentuale, ma significativa per pelli sensibili o soggette a eritemi.
I dermatologi di Humanitas raccomandano di non scendere mai sotto un SPF 30+, preferendo l’SPF 50+ come standard minimo di protezione, specialmente nei mesi estivi o ad alta quota. È altrettanto importante scegliere prodotti a “largo spettro”, che proteggano sia dai raggi UVB che dai raggi UVA: questi ultimi penetrano più in profondità nella pelle e sono responsabili dell’invecchiamento precoce e dei danni al DNA cellulare.
I rischi dei raggi UV: non solo scottature
I raggi ultravioletti sono la principale causa di radicali liberi nella pelle: molecole instabili che degradano collagene ed elastina, accelerando il fotoinvecchiamento. Ma i danni non si fermano all’estetica. Una prolungata e non protetta esposizione solare aumenta il rischio di tumori della pelle, come melanomi e carcinomi, oltre a provocare discromie cutanee (le comuni macchie solari) e rughe precoci.
La fascia oraria più pericolosa è quella compresa tra le 11 e le 16, quando l’intensità dei raggi UV raggiunge il picco massimo. Nelle ore centrali della giornata è consigliabile limitare l’esposizione e proteggersi con cappello, occhiali con filtro UV e indumenti fotoprotettivi, oltre alla crema solare.
I consigli dei dermatologi
Gli specialisti sono unanimi su alcuni punti chiave:
- Applicare la protezione solare ogni mattina, tutto l’anno, non solo d’estate
- Riapplicare la crema ogni 2 ore durante l’esposizione, e dopo ogni bagno o sudorazione intensa
- Non dimenticare le zone spesso trascurate: orecchie, nuca, dorso delle mani e labbra
- Preferire prodotti ad ampio spettro UVA+UVB con SPF minimo 50+ per viso e décolleté
- Idratare abbondantemente la pelle dopo il sole, per favorire il recupero cutaneo
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