Bonus mobili 2026

Per una volta la notizia è rassicurante: il bonus mobili c’è ancora, vivo e vegeto anche nel 2026, e non solo per la “sudata” prima casa, ma pure per le seconde abitazioni.

Tradotto: se stai ristrutturando l’appartamento in cui vivi e anche il mini in collina o al mare, puoi farti dare una mano su entrambi. Il meccanismo è sempre lo stesso, ma vale la pena ricordarlo, magari prima di farsi prendere dall’euforia davanti alla cucina in esposizione.

La detrazione Irpef resta al 50% su una spesa massima di 5.000 euro per ogni unità immobiliare, da recuperare in dieci comode rate annuali. Vuol dire che, se spendi 5.000 euro per arredare l’appartamento che hai appena ristrutturato, potrai detrarre 2.500 euro: 250 euro all’anno per dieci anni, sempre che tu abbia imposta da pagare.

La prima regola del bonus mobili è che non esiste senza ristrutturazione: l’agevolazione spetta solo se l’immobile è oggetto di lavori di recupero edilizio regolarmente avviati prima dell’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Non basta cambiare il copriletto: servono interventi veri, dal rifacimento dell’impianto elettrico alla manutenzione straordinaria del bagno. In più, gli elettrodomestici devono rispettare precise classi energetiche minime e avere l’etichetta ben in vista, perché la detrazione premia quelli più efficienti.

La novità che fa brillare gli occhi a molti nel Coneglianese, dove la seconda casa non è un miraggio, è che l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il bonus non dipende dalla residenza. Non è il classico beneficio solo “prima casa”: se stai ristrutturando due appartamenti distinti, puoi sfruttare il tetto di 5.000 euro per ciascuno, con due detrazioni separate. Naturalmente, niente trucchi: qualche “scorciatoia creativa” usata in passato è stata stoppata, e si insiste sui pagamenti tracciabili, dal bonifico alle carte.

Sul territorio veneto il contesto non è secondario: il valore medio richiesto per una casa in vendita a gennaio 2026 è di circa 2.176 euro al metro quadrato, con un aumento di quasi il 7% rispetto all’anno precedente. Anche nel 2025 si era registrato un rialzo dei prezzi di vendita e una forte pressione della domanda in regione, segno che il mattone continua a tirare.

In pratica, tra mercato in crescita e bonus che ti “paga mezzo salotto”, non è strano che mobilifici e negozi locali vedano entrare clienti con in mano i preventivi dei muratori e in testa la detrazione del 50%.

Resta un dettaglio, non proprio marginale: il bonus non è uno sconto in cassa. Prima paghi tutto, poi — se hai i requisiti, fai i lavori, conservi fatture, bonifici parlanti ed etichette energetiche — per dieci anni il Fisco ti restituisce a rate una parte della spesa. Non è esattamente come trovarsi il divano gratis, ma per molte famiglie tra Conegliano, Vittorio Veneto e Pieve di Soligo basta a trasformare una ristrutturazione in un’occasione per aggiornare almeno un pezzo di casa senza sentirsi troppo in colpa.