Con l’arrivo della bella stagione, molte persone notano un fenomeno che può sembrare allarmante: il cuscino, il pavimento del bagno, il pettine — ovunque sembrano esserci più capelli del solito. Eppure, nella maggior parte dei casi, non c’è motivo di preoccuparsi. Si tratta dell’effluvio stagionale primaverile, un processo fisiologico del tutto naturale che i tricologi conoscono bene.

Perché in primavera i capelli cadono di più?
Il ciclo vitale del capello si divide in tre fasi: anagen (crescita), catagen (transizione) e telogen (riposo e caduta). In condizioni normali, la grande maggioranza dei capelli si trova nella fase di crescita attiva. Tuttavia, nei mesi di gennaio e luglio si verifica un picco naturale di follicoli che entrano in fase telogen; poiché questa fase dura circa tre mesi, il suo termine coincide rispettivamente con aprile e ottobre — ecco perché la caduta si fa più evidente proprio a primavera inoltrata.

A questo meccanismo biologico si aggiungono altri fattori: i cambiamenti ormonali legati alla variazione del ciclo luce-buio, le prime esposizioni solari che provocano una lieve infiammazione del cuoio capelluto, e lo stress accumulato durante i mesi invernali. Il risultato è che tra marzo e maggio molte persone perdono fino a 150-200 capelli al giorno, contro i 50-100 abituali. Il fenomeno è temporaneo e reversibile, e tende a risolversi spontaneamente entro 4-6 mesi.

Alimentazione: la cura viene dall’interno
I tricologi sono concordi: nessun trattamento topico può sostituire una dieta equilibrata e ricca di nutrienti essenziali per il capello. In primavera è fondamentale aumentare il consumo di alimenti proteici (uova, legumi, pesce), fonti di ferro (spinaci, lenticchie, carne rossa magra) e di zinco (semi di zucca, noci, cereali integrali). Le vitamine del gruppo B — in particolare la biotina (B8) e l’acido folico (B9) — svolgono un ruolo chiave nella sintesi della cheratina, la proteina strutturale del capello.

Se la dieta non è sufficiente o si è in un periodo di stress intenso, gli integratori specifici possono fare la differenza. I tricologi consigliano formulazioni che combinino biotina, arginina, ferro e aminoacidi come metionina e cisteina, per sostenere il follicolo dall’interno durante la fase di maggiore vulnerabilità.

  • Trattamenti topici: cosa usare e come
    La routine primaverile per i capelli dovrebbe essere pensata per rinforzare senza appesantire. Ecco i consigli degli specialisti:
  • Shampoo delicato con principi attivi stimolanti come caffeina, biotina e niacina, da usare non più di 2-3 volte a settimana per non stressare il cuoio capelluto
  • Balsamo a base di cheratina o con oli essenziali di menta piperita, tea tree o lavanda, da applicare dopo ogni lavaggio
  • Lozioni e fiale anticaduta a base di tè verde, vite rossa o Serenoa Repens, che stimolano le radici e riducono l’infiammazione follicolare
  • Maschera nutriente o rivitalizzante una volta a settimana, per nutrire il fusto in profondità e proteggere la chioma dagli stress esterni
  • Gel di aloe vera puro: grazie alla sua azione antinfiammatoria contrasta la caduta e rende i capelli più lucidi e forti

I rituali quotidiani che fanno la differenza

Oltre ai prodotti, sono le abitudini quotidiane a fare davvero la differenza sul lungo periodo. I tricologi raccomandano di asciugare i capelli tenendo il phon ad almeno 20 cm dal cuoio capelluto e di evitare acconciature troppo tiranti che possono favorire la caduta da trazione. Anche la temperatura dell’acqua durante il lavaggio è importante: né troppo calda né troppo fredda.

Un gesto spesso sottovalutato è il massaggio del cuoio capelluto: eseguito con le polpastrelle per qualche minuto prima dello shampoo, stimola il microcircolo locale e favorisce l’apporto di ossigeno e nutrienti ai follicoli. Gli impacchi a base di oli naturali (olio di ricino, argan o cocco), lasciati in posa per almeno 30 minuti, completano una routine rigenerante degna di un salone professionale.

Quando consultare uno specialista
L’effluvio stagionale è fisiologico, ma ci sono segnali che richiedono una visita dermatologica: caduta superiore ai 200 capelli al giorno per più di sei mesi, diradamento localizzato, arrossamenti o desquamazione del cuoio capelluto. In questi casi la tricoscopia — esame non invasivo del cuoio capelluto — permette di identificare l’entità del problema e avviare terapie mirate.

La primavera è una stagione di rinnovamento: anche i capelli, con un po’ di cura e i giusti rituali, possono ritrovare la forza, il volume e la lucentezza che li contraddistinguono.

Il prof. Alfredo Rossi, professore associato di Dermatologia all’Università “La Sapienza” di Roma, spiega in modo chiaro la caduta stagionale e le terapie disponibili. Puntata andata in onda su TV2000 il 7 aprile 2026