Cordignano esiste da prima dei romani. Il sito del Castelir, colle che domina la frazione di Villa di Villa, ha restituito reperti votivi di straordinaria varietà: bronzetti raffiguranti guerrieri, lamine con figure di bovini e cavalli di epoca paleoveneta e romana, ceramiche dell’Età del Bronzo e monete romane. Il castelliere è databile tra il XIV e il X secolo a.C., mentre i materiali votivi rinvenuti nel sito — oggi custoditi al Museo del Cenedese di Vittorio Veneto — coprono un arco cronologico che va dall’Età del Bronzo fino alla romanizzazione. È un’antichità che pesa, nel senso positivo del termine. Un paese che si porta addosso tremila anni di frequentazione umana fatica a perdere il senso del radicamento. E Cordignano, con i suoi 6.862 abitanti distribuiti tra pianura, collina e il margine meridionale dell’altopiano del Cansiglio, sembra tenerlo stretto.
Le feste paesane sono, in questa parte del Veneto, uno degli strumenti più concreti con cui una comunità si racconta e si rigenera. Non sono eventi organizzati per i turisti: la quota di visitatori è benvenuta, ma il motore autentico è interno. Basta osservare la struttura organizzativa della «Prealpi in Festa» per capirlo: dietro ogni edizione ci sono il Comune di Cordignano, la Pro Loco, l’Associazione Pro Cordignano, il Gruppo Alpini, il Coro ANA Mesulano, il Gruppo Teatrale Fiabeggiando, il Comitato per il Gemellaggio con Pins Justaret e almeno una decina di altre realtà locali. La festa non è appaltata a un’agenzia: è il paese stesso che la costruisce.
L’Antica Sagra di San Pietro: dal 1628 non si è mai fermata
La più antica manifestazione del paese è l’Antica Sagra dei Santi Pietro e Paolo, che da secoli occupa Piazza Italia e le vie adiacenti di Cordignano tra la fine di giugno e i primi di luglio. Le prime notizie scritte risalgono al 1628, il che ne fa uno degli appuntamenti paesani più antichi dell’intera Marca Trevigiana.
La sua origine è agricola, non folkloristica. Nasceva come momento di scambio e di mercato per i primi raccolti dell’anno: la gente arrivava a vendere e a comprare, a mostrarsi dopo mesi di lavoro nei campi, a misurare con gli occhi la prosperità dei vicini. Quella funzione economica primaria si è svolta nel tempo, sostituita da bancarelle, gastronomia, ballo e i fuochi d’artificio che ancora oggi chiudono la manifestazione. Ma la struttura di raduno comunitario, di incontro obbligatorio per chi vuole sentirsi parte di Cordignano, è rimasta intatta. Gli abitanti del posto la chiamano semplicemente «l’Antica Sagra di San Pietro», come se il nome più breve bastasse a chi sa già di cosa si tratta.
La Prealpi in Festa: trent’anni di sculture e castagne
Se l’Antica Sagra di San Pietro ha radici barocche, la «Prealpi in Festa – Sapori, Arte e Tradizioni» è invece figlia degli anni Novanta, ma ha già accumulato una storia propria. Nel novembre 2025 ha tagliato il traguardo della 31ª edizione, con il 30° Simposio di Scultura Lignea in parallelo — il Simposio è partito un anno dopo la manifestazione che lo ospita.
Il cuore del Simposio è un gesto semplice e spettacolare: ogni scultore riceve un tronco di cirmolo lungo circa 150 centimetri e largo 60, e in pochi giorni, davanti ai passanti, deve ricavarne un’opera a tema libero. Gli artisti provengono da tutto il Nord-Est, dalle valli di Cadore e Sappade, dal Friuli, dal Trentino: è un catalogo vivente delle tradizioni della scultura montana alpina. Come riportato da Treviso Eventi con il programma dettagliato del 2024, la 29ª edizione del Simposio ha visto lavorare in piazza artisti come Teresa Bonaventura di Noale, Marco Busarello di Castello Tesino, Luciano De Barba di Castion e Avio De Lorenzo di San Pietro di Cadore, tra gli altri.
Attorno al Simposio si costruisce una settimana di eventi che mescola generi in modo apparentemente improvvisato ma in realtà calibrato: la colazione contadina del mattino della domenica, con mostra degli attrezzi agricoli di una volta; il Triathlon del Boscaiolo — ufficialmente «Pentathlon», con gare di abilità nei lavori del bosco — che attira squadre da diverse regioni italiane; la grande castagnata degli Alpini; il percorso enogastronomico tra ristoratori e produttori vitivinicoli locali; le conferenze serali. Nel 2024 una di queste ha visto protagonisti i ricercatori dell’Università di Padova Andrea Giunto e Giovanni Leonardi, che hanno illustrato i ritrovamenti del sito paleoveneto del Castelir. Secondo il portale Delizie d’Autunno, la manifestazione è promossa dall’Amministrazione Comunale «con la collaborazione della Pro Loco di Cordignano e di altre associazioni locali» e si prefigge «l’importante compito di sostenere le tradizioni e i prodotti locali con la sinergia tra le attività commerciali locali e il prezioso supporto del volontariato.»
Il Premio Nazionale di Pittura: un’eccellenza poco raccontata
A chiudere il calendario autunnale c’è un evento che meriterebbe più attenzione di quanta normalmente riceve: il Premio Nazionale di Pittura, Grafica e Acquerello «Piero Della Valentina», istituito nel 1989 e giunto nel 2024 alla sua 35ª edizione. Il concorso «richiama artisti da tutta Italia e anche dall’estero». Per avere un’idea della scala: nel 2019 le opere complessivamente in gara nei tre concorsi di pittura, grafica e acquerello erano 269 — 176 per il solo Premio Pittura, 53 per l’Acquerello e 40 per la Grafica. Un numero che pochi concorsi, anche in centri molto più grandi, riescono a raggiungere. Nella 35ª edizione del 2024 le opere esposte hanno superato le 230, con artisti provenienti da ogni regione italiana, dalla Sardegna alla Sicilia.
Perché resistono
C’è una domanda che vale la pena porre, guardando Cordignano: perché queste tradizioni non si esauriscono? In tanti comuni del Veneto le sagre sono in difficoltà, soffocate dal calo dei volontari e dalla concorrenza degli schermi. A Cordignano, almeno per ora, la risposta sembra essere nel tessuto associativo. Il sito del Comune elenca una rete fitta di realtà: la Pro Loco San Rocco, che gestisce i festeggiamenti nella propria frazione; l’Associazione Donatori Sangue, attiva secondo le fonti locali dalla fine degli anni Sessanta; l’AVAB per la protezione civile e gli incendi boschivi, operativa dal 1980 nei comuni di Cordignano, Cappella Maggiore, Fregona, Sarmede e Vittorio Veneto secondo il Giornale della Protezione Civile; il Gruppo Alpini; il Comitato per il gemellaggio con Pins Justaret, in Francia, attivo dal 18 maggio 2003 come confermato dal sito comunale. Ognuna di queste realtà porta alla festa il proprio pezzo: la cucina, la musica, la sicurezza, la logistica, la memoria storica.
È un modello che funziona finché la trasmissione generazionale regge. Cordignano ci prova, con i laboratori nelle scuole durante la Prealpi in Festa, con la Cordignano Young Band che affianca la Banda storica nelle sfilate, con le attività per bambini che accompagnano ogni manifestazione. Non è un dato acquisito per sempre. Ma per ora il cuore batte.
